Se tutti si comportano illegalmente, significa che è da considerarsi legale?


Premessa: l’oggetto di questo post non ha alcun intento polemico, né vuole scatenare interessi politici di alcun tipo.

Dopo mesi (e mesi) di assenza – e con la scusa di far accendere un link sull’aggregatore RSS di qualcuno – questo blog riprende lo spunto per ripartire da una pacata e interessante discussione in ufficio.

Ipotizziamo – per un momento – di essere delle persone totalmente leali e rispettosi di qualsiasi regolamento in vigore. Pensiamo – per un attimo – che non ci sia nessuna necessità nel mondo di giudici o avvocati, in quanto chiunque esegue alla lettera ogni singola regola, consci del fatto che tale regola è perfetta e ha lo scopo di avvantaggiare tutti nell’insieme.
E’ indubbio che si tratti di un’ipotesi azzardatissima e – probabilmente – irrealistica. Ma è necessaria, a mio avviso, affinché possiamo proseguire con questo ragionamento e, con visione perfettamente democratica, la prendiamo per vera🙂

Caliamo il ragionamento sul mondo dei prodotti informatici e, nello specifico, nel mercato consumer (domestico). E’ innegabile che, limitandoci alla categoria dei software, il livello di illegalità sia molto alto. Per illegalità, intendo il non rispetto di regole imposte dai venditori che, per ipotesi precedenti, sono da ritenersi così come sono e perfette (ossia da rispettare esattamente come sono scritte senza attaccarsi disperatamente a cavilli).

Nel mondo dei software – chissà perché – non esiste più la percezione che si sta compiendo un reato nel momento in cui si utilizza un programma (o un gioco) senza essere possessore della relativa licenza d’uso.
E, se ci pensiamo bene, non sono poi molti gli altri ambiti in cui si ha un fenomeno simile.

Se qualcuno, al supermercato, con un gesto più o meno furtivo si intasca una mela o una pesca è ben noto che molto difficilmente qualcuno potrà contestare il furto (è troppo costoso prevedere l’antitaccheggio per questi prodotti). Eppure ritengo che la maggior parte delle persone sia consapevole che quello che sta facendo è un vero e proprio reato (piccolo, che reca pochi danni, di poco conto… ma sempre un reato).
Altro scenario. A chi non piacerebbe avere una Ferrari? Io – non so voi – non credo che al momento ne potrei acquistare una. Non per questo, però, dopo averne vista una per strada mi precipito a Maranello e ne rubo una. E, se mai ci dovessi riuscire, dubito che considererei ciò come del tutto naturale.

…nel mondo dei software non è così!
Sarà che un software è, per sua natura, poco tangibile. Sarà che è molto semplice ottenere una nuova copia di un software a partire da un’originale (decisamente più facile che coltivare un melo, un pesco o fabbricarsi una Ferrari). Sarà che è ancora troppo semplice rimanere del tutto impuniti di fronte a reati di violazione di licenza d’uso di software. Sarà che è diventata oramai una consuetudine scaricare, craccare e (magari) lamentarsi del funzionamento del software mai pagato.
Sarà quel che sarà, ma la situazione attuale è sotto gli occhi di tutti.

Spesso, per di più, non è una questione di prezzo. Esistono software craccati che sono disponibili al download per prezzi assai esigui (pochi euro). Esistono soluzioni free che vengono “sostituite” dai relativi prodotti a pagamento (a volte più completi) solo per moda o per voglia di avere di tutto e di più (senza neppure avere le competenze per sfruttare le funzionalità in più).

Un paio di esempi per tutti.
Sapete quante persone conosco che, in possesso di una regolare licenza di Windows XP Home Edition, hanno presto provveduto ad installare una licenza XP Professional non regolare solo perché avevano sentito dire che “girava” meglio e aveva più funzionalità. Le stesse non avevano la minima idea di cosa fossero le policy, il dominio o Internet Information Services (IIS).
Allo stesso modo, moltissimi sanno che esiste Open Office o (magari) hanno già installato un (limitato) Microsoft Works. Seppur sappiano appena che cosa sia un foglio di calcolo o una presentazione, sono alla caccia ad un Office “ultima versione” (ovviamente in edizione Ultimate e ovviamente a costo zero AKA illegale).

Limitandomi qui, però, mi rendo conto di commettere un paio di errori imperdonabili.
Il primo è di apparire come il re della legalità: io non sono né più né meno di uno come tutti.
Il secondo è di aver trascurato un sacco di temi. Essendo partiti da ipotesi azzardatissime e irrealistiche, penso sia ben chiaro che lo scopo di questo post è mettere in luce solo una sfaccettatura del tema della legalità. Non abbiamo parlato di prezzi, di monopoli, di cartelli, di standard, di politiche economiche, di cavilli legali legati alle licenze, di sfruttamento delle copie illegali per diffondere il proprio prodotto. Per me il senso della legalità va oltre a tutte queste cose.

P.S. Il contenuto di questo post e legalmente copia-incollabile, previa citazione della fonte🙂


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