15 anni dopo Windows 95, sappiamo ancora stupirci dell’informatica?


Cinque giorni fa (24 Agosto 2010) abbiamo virtualmente festeggiato il triplo lustro di Windows 95.
Se la matematica ci dice che sono trascorsi solo 15 anni, il confronto (tra quello che si utilizzava alla fine dello scorso secolo rispetto ad oggi) ci fa credere che sia per lo meno passato un eone.
E se la memoria non aiuta, basta qualche screenshot per una rinfrescata:
Non bisogna, però, commettere l’imprudenza di ritenere che, alla fin fine, tra le due immagini non ci sia altro un restyling dell’interfaccia e poco di più.
Al contrario, a cavallo tra il 1995 e il 2010 ci sono anni di innovazioni e crescita della convinzione (anche se magari poi si sostiene di poterne fare a meno) dell’utilità dell’informatica.
L’innovazione informatica porta, però, con sé un incredibile paradosso: se da un lato (è innegabile) il tutto si sta facendo sempre più complesso (vogliamo paragonare che cosa si poteva fare con un sistema operativo anni ‘80 rispetto ad oggi?), dall’altro si vuole (o vuol far credere) che molto sia diventato alla portata di tutti (o quasi).

Un po’ di nostalgia

Il sottoscritto, che il prossimo anno compirà il doppio dell’età di Windows 95, ha una memoria storica che gli consente di ricordare a partire dal 1988 in avanti.
A quel tempo, quando sentivo parlare di Programma per computer facevo subito l’associazione a ciò che conoscevo meglio e, nello specifico, credevo che fosse qualcosa di simile ad un programma TV .
Davanti al PC, dotato di 640 kB di memoria (base) e ben 20 MB di Hard Disk, le curiosità da svelare erano molte.
Strani comandi, in una lingua doppiamente sconosciuta (l’inglese e l’informatichese), venivano scritti uno dopo l’altro intervallati dal tasto Enter che le guide di allora insistevano a chiamare CR (Carriage Return, così come era chiamato l’omologo della macchina da scrivere).
Chissà mai che cosa significava quel Directory tradotto dalle guide italiane come Direttorio e che al plurale suonava nella mia testa come Direttòri facendomi credere di aver a che fare con responsabili e dirigenti.
E perché, poi, alcuni programmi non volevano avviarsi perché la memoria era insufficiente nonostante avessi ben 5 MB di spazio sull’Hard Disk?

Caparbietà

Nel mio caso, l’ostinazione di volerne sapere di più (e la sete di vittoria nella lotte tra me e il computer) ha giocato un grande ruolo nella mia crescita informatica. Certamente allora era tutto più semplice: in caso di la formattazione e reinstallazione del sistema operativo (Backup&Restore dei dati compreso) non mi richiedeva più di 1 oretta (oggi è del tutto impensabile).
Prova dopo prova, installazione dopo installazione, tentativo dopo tentativo, comando dopo comando.
Ecco che il concetto di file eseguibile si faceva via via più chiaro. I file con estensione EXE e COM potevano essere lanciati direttamente dal prompt. Poi alcuni – chissà mai perché – se digitati facevano aprire un programma; in altri casi, invece, un laconico invalid parameter smorzava l’entusiasmo.

Le scoperte (importanti) in un mondo ristretto

Ogni nuovo programma è sempre stato per me un momento affascinante. Quando ho avuto il mio primo PC, l’hard disk conteneva ben tre programmi: Block Out (della California Dreams), Harvard Graphics e una versione di Lotus 1-2-3.
Del primo ho trovato ecco un video:
Block Out: Tetris in 3D
Il mio mondo informatico finiva lì e non è che poi ci fosse una grande possibilità per vedere oltre quel limite. E, allora, sopraggiungeva la voglia di raggiungere il massimo da ciò che si aveva.
Sfruttando i rallentamenti in fase di rendering di Harvard Graphics, uno strumento di grafica vettoriale era da me trasformato in un sofware per creare animazioni ( o quasi). Invece, Lotus 1-2-3, si rivelò estremamente versatile nel momento in cui mia mamma (per soddisfare la voglia di fare di più) mi ha insegnato a creare le prime macro aprendomi prospettive interessantissime.

Oggi…

… basta un computer ed una connessione ad Internet per avere in mano un potere (nel senso di potenzialità) incredibile. A portata di pochi click ci sono software scaricabili (legalmente) capaci di trasformare un monitor e una tastiera in quello che desideriamo (più o meno).
Musica, audio, video, testi di canzoni, recensioni, ultime notizie, messaggi di posta elettronica, grafici e statistiche, pettegolezzi, documentazione, cultura, intrattenimento.
In questo preciso istante ritengo del tutto naturale vedere un video da YouTube mentre scrivo sul mio blog, intanto che Outlook sincronizza la mia posta elettronica e SQL Server Management Studio comanda remotamente un’istanza di SQL Server che si trova su un computer che ho in un’altra stanza connesso senza fili al router di casa. Il buon Messenger, nel contempo, notifica il mio stato ai miei amici di tutto il mondo, Visual Studio aggiorna automaticamente le sue estensioni e una connessione VPN mi consente di accedere ad un computer lontano chilometri da casa mia.

Ma non è del tutto naturale!

Il brutto sta nel ritenere del tutto naturale tutto ciò e non sapersi più stupire di nulla.
Prendiamo questa frase: “Il nuovo X è bruttissimo, non ha niente di nuovo ed è più scomodo”. Sostituite – più o meno a piacere – la Xcon il nome di un software (Microsoft per avere l’effetto migliore).
15 anni fa, Windows 95 era peggiore rispetto al (vetusto) Windows 3.11. A ruota, tre anni dopo si sono susseguite le dichiarazioni che Windows 98, in confronto al 95, era decisamente un flop in quanto non introduceva nulla di sostanzialmente nuovo e aggiungeva lentezza e pesantezza al sistema. Ovviamente, poi, il quasi-flop Windows ME offriva molti spunti per considerarlo inferiore al suo “papà”. Prese piede Windows 2000 e, un paio d’anni dopo, Windows XP era giudicato come un mangia-risorse da lasciare senza dubbio sullo scaffale. Windows Vista, poi, è stato giudicato un brutto XP maledettamente lento e con funzionalità diaboliche (Palladium docet). Windows 7 – per alcuni – è solo un restyling di Vista e, come tale, va lasciato lì dov’è!
Quindi, o la proprietà transitiva mi tradisce, oppure con Windows 95 (o 3.11) dovrei potrei fare tutto quello che faccio attualmente con Windows 7 con alte prestazioni e potenzialità.
Io direi che, piuttosto che attendere 15 anni per dire ora si lavora meglio di prima, sia meglio accogliere le innovazioni passo dopo passo con quel giusto stupore – oserei dire – fanciullesco.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: