The Legend of Zelda compie 25 anni


Immaginate la scena.
Una console grigia con un paio di controller (rigorosamente wiredcon fili).
Una cartuccia dorata con sopra uno scudo
Una mappa di Hyrule

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Allora ero molto piccolo (penso fosse il 1988). Ero in seconda elementare e non sapevo una parola di inglese. Ma, a dire il vero, stavo per imparare le prima parole di quella strana lingua.

Quali sono le prime frasi che si imparano?

Hi, I’m Simone Viganò.
How are you?
Fine, thanks.
The black cat is on the table…
Ma no. Neanche per sogno! Le prime parole che ho conosciuto sono state sword e shield (pronunciate, ovviamente, come “svuord” e “scield”).
Spada di legno (Wooden Sword) e Scudo piccolo (Shield)
Tutto è iniziato così:
Many years ago prince darkness Gannon stole one of the Triforce with power. Princess Zelda had one of the Triforce with wisdom. She divided it into 8 units to hide it from Gannon before she was captured.
Go find the 8 units Link to save her.
Allora – credo – non capii neppure una parola di quanto scritto sopra (e, solo adesso, mi accorgo che c’era scritto Gannon invece del poi consolidato Ganon) . Eppure una sorta di effetto magico mi ha trascinato nel mondo di Hyrule, di incredibile complessità e vastità nella sua semplicità.
E così è proseguito… passo dopo passo, dungeon (o “Livello”, così come avevo tradotto Level) dopo dungeon, arma dopo arma, mostro dopo mostro, difficoltà dopo difficoltà.
Per chi ha vissuto quei momenti, sembra del tutto naturale come un sia un boomerang e non una banana. A cosa serve un boomerang? E’ del tutto ovvio (si fa per dire): stordisce i nemici o uccide i più piccoli come i o i temibili .
E, poi, come si possono utilizzare le ? Semplicissimo: basta posizionarle nei posti più strategici per scoprire improbabili caverne. Sperando, poi, che il proprietario non ci chieda tante per i danni. Quando i si fanno aggressivi è molto probabile che i scarseggino: in quel caso è sempre un sollievo trovare una ristoratrice.
Chissà, poi, a cosa serve l’ (chiamata esca per nemici sul libretto in italiano)?
E, poi, come farà il povero Link a portarsi appresso una o una ?
Questo è il mondo di Zelda o, come suggerisce il nome del gioco, il mondo della Leggenda di Zelda. Io, oggi, a pensare ai quei tempi e a come un semplice gioco ha in parte condizionato la mia fantasia, mi ritrovo a commuovermi.
Non sono un grande nostalgico: eppure allora 8 bit erano sufficienti per garantire divertimento per ore (e ore) mentre oggi, spesso, si è spesso incontentabili.
Vabbè… per il momento mi limito agli auguri.
Auguri all’infaticabile Link , alla principessa Zelda , al minaccioso Aquamentus , al simpatico Dodongo (che – come tutti sanno – odia il fumo), a tutto il regno di Hyrule e, perché no, anche al terribile Ganon … oltre perché se non fosse stato per lui, probabilmente il buon Link non sarebbe mai stato protagonista della Leggenda.
In pieno spirito rievochiamo i vecchi ricordi, un ringraziamento alla mia fenomenale mamma (Marisa) e al mio strepitoso papà (Paolo) che – forse un po’ controcorrente allora – mi hanno fatto conoscere (tra le tante cose) anche questo gioco. E, specialmente, mi hanno fatto divertire consapevolmente giocando assieme a me.
E come dimenticare i miei cugini Sabrina e Alessandro, compagni di avventura con la quale abbiamo condiviso ore (ed ore) di gioco…
Infine, un grazie a Shigeru Miyamoto e alle sue fantasie da bambino.

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