Una festa a sorpresa all’insegna della perfezione


A volte non è necessaria la perfezione per organizzare una festa a sorpresa. Ci vogliono le idee giuste e le persone giuste. Poi si possono sbagliare i tempi e i luoghi, nonché magari farsi scappare frasi non coerenti.

Con me, però, non si corre alcun pericolo: sicuramente, anche se comincio a credere che ci sia qualcosa di sospetto nell’aria, parto per la tangente e arrivo a conclusioni sbagliate.

E così – giusto per confermare la regola – è andata sabato sera.
Una bella serata a sorpresa, organizzata con il suo stile da Sabrina, con la partecipazione di (in rigoroso ordine alfabetico) Alessandro, Elisa, Gabriele, Stefano e Valentina.

Come dicevo, anche la più catastrofica (in senso buono, eh?) delle organizzazioni può trasformarsi in un successo.

Il programma è molto semplice: una pizza insieme con mia cugina.
Ritrovo a casa sua, ore 20:15.
Luogo scelto, una pizzeria nelle vicinanze.
La sorpresa – semplice quanto efficace.

La mia proverbiale puntualità (nel senso letterale del termine) nel presentarsi all’appuntamento si è presto scontrata con la tendenza al ritardo di alcuni altri invitati e ha richiesto, pertanto, la messa in campo di tutte le strategie adatte a perdere tempo: dall’attendere qualche minuto in più fuori dal cancello a improvvisare fantomatiche interruzioni stradali.

Ma poi arriva l’imprevisto: la pizzeria scelta per la serata (che non accetta solitamente prenotazioni) è completamente piena. Lo veniamo a sapere da un’amica di Sabry che – guarda caso (!!) – stava proprio in quel momento andando nella stessa pizzeria.

La faccio breve: a metà strada decidiamo di ritornare indietro e prendere una nuova direzione. Vuoi che anche nella “metropoli” di Biassono non ci sia un posto in pizzeria?
Una nuova tecnica viene messa in campo con lo scopo di perdere un po’ di tempo (vogliamo dare il tempo o no a tutti di raggiungere il nuovo luogo?).

Niente da fare! Sembra che tutto il mondo abbia deciso di passare il sabato sera davanti ad una pizza. E vabbè: a quanto pare era venuta l’ora di svelare il trucco.

Devo essere sincero, però.
Anche se scritto su un post potrebbe sembrare un po’ squallido, non sapete quanto sia stato piacevole ricevere un auguri collettivo da sei persone che – accovacciate – si sono “nascoste” (le virgolette sono d’obbligo) in un parcheggio Sorriso

Grazie… brutte bestiacce!!


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