The Legend of Zelda: the Symphony


Negli anni abbiamo visto Link – eroe di Hyrule – abile spadaccino, temerario cavaliere, apprendista musicista, instancabile navigatore, intraprendente ferroviere, dominatore del tempo e delle stagioni.

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Sono passati 25 anni da quando, in una caverna illuminata da un paio di torce, un giovane impugna la sua prima spada di legno, incurante dell’incredibile futuro che quel gesto avrebbe scatenato (cinque lustri nel futuro) a tutti coloro che, come il sottoscritto, si sarebbero trovati all’HMV Apollo di Londra.

Ed eccoci – in migliaia credo – tutti in coda fuori dal teatro seppure con il posto già assegnato. Qualcuno azzarda un cappuccio verde, qualcuno (invece) bada a tutti i dettagli e si trasforma nell’eroe del tempo (con tanto di spada e scudo di Hylia, tunica di ordinanza e la fedele Navi).

L’atmosfera è magica: a volte sembra proprio che il mondo di Hyrule si sia materializzato nella capitale inglese.
C’è la stampa, ci sono le telecamere dei più noti siti specializzati, ci sono i 3DS che cercano amici consentendo sfide con i compagni di coda.
C’è un qualcosa di surreale: ci si diverte stando con altri che condividono la stessa passione. Forse è una pazza (o falsa) passione: ma è davvero possibile decidere di fare così tanti chilometri per un concerto dedicato ad un videogioco?

Eppure l’atmosfera c’è tutta. Sebbene le porte non si siano ancora aperte.

Il resto è piuttosto indescrivibile.
Le musiche, nell’originale versione orchestrale, mostrano tutta la loro potenza e originalità. Ogni tema, sottolineato da un video, richiama un momento di gioco – spesso ben delineato. Note che mi hanno riportato nel passato, donandomi brividi ed emozioni irripetibili.

E, per evitare le lacrimucce, l’unica soluzione era un bel respiro profondo.

Con i complimenti per la bravissima – e professionale –  Eímear Noone, capace di condurre The Royal Philharmonic Orchestra al meglio e trainare il pubblico nella magia.
Il contorno – se così vogliamo chiamarlo – dell’emozionata Zelda Williams (molto brava!), di Eiji Aonuma (produttore di buona parte dei giochi della serie) e di Koji Kondo (autore delle musiche, capace di emozionare con una sua esibizione al pianoforte) ha alzato ancor di più il livello della serata che – per fortuna – è rimasta un vero tributo alla buona musica. Perché – anche se a molti può sembrare incredibile – le belle melodie si possono trovare anche nei videogiochi.


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