Not just “No more MVP” (AKA I tempi cambiano… ma non troppo)


Non è di certo una novità che il blog non sia aggiornato: la costanza è una vera e propria virtù e, dato che il sottoscritto non ne è poi così dotato, accade l’inevitabile.

Dove eravamo rimasti? Tecnologicamente parlando, ci siamo lasciati allo scorso agosto, in attesa del rilascio della versione RTM di Windows 8 che sarebbe avvenuto da lì a breve.
Beh, da allora, ne sono successe di cose nel “Mondo Microsoft“.
Windows 8 è stato rilasciato, con gli utenti finali e i professionisti IT “spaccati” come di consueto tra l’apprezzamento e la critica negativa.
Anche il “fratello” Windows Server 2012 ha raggiunto l’RTM e, sebbene l’adozione richieda un po’ di tempo, sta (molto) pian piano rimpiazzando il glorioso Windows Server 2008 e relativo R2.
Gli information worker (nome che, non nascondo, mi ha sempre intrigato) hanno il “loro” Office 2013 con un’interfaccia rivista anche per una maggior facilità di utilizzo con il touch (più light ma, probabilmente, un po’ troppo minimalista) e un’integrazione stretta con SkyDrive e SharePoint.
I developer hanno Visual Studio 2012 e il Framework .NET 4.5 e il nuovo Team Foundation Server (TFS 2012), oramai disponibile anche via cloud anche in versione gratuita fino a 5 utenti.
Abbiamo anche SQL Server 2012, con il suo management studio finalmente basato sull’IDE di Visual Studio 2010 (ebbene sì, i tempi di rilascio fanno sì che SSMS sia powered by la versione precedente di VS).
Tutta l’infrastruttura Microsoft Azure cresce aggiungendo servizi in alcuni scenari decisamente competitivi rispetto alla versione on premise.
Il mondo dell’entertainment sta vedendo una grande evoluzione, con la nuova dashboard Xbox sempre più integrata con il mondo XBox Live oramai esteso a Windows 8 e Windows Phone.
Quest’ultimo, il sistema operativo mobile di Redmond, è giunto alla sua terza versione (7.0, 7.5 e 8.0) e, nonostante si sia mostrando come un buon OS in termini di stabilità, sicurezza e performance, stenta un po’ a decollare forse per l’assenza (o il ritardo di rilascio) di molte killer application che spopolano sugli altri smartphone. Ma ci sono, specialmente per il mercato Europeo e Italiano, segni di ripresa (grazie al lavoro di Nokia che sta producendo dispositivi di ottima qualità).

Eppure, nonostante tutto questo fermento di prodotti e servizi, proprio ieri ho ricevuto una mail in cui mi viene segnalato di non avercela fatta: quest’anno non arriverà la mail del “pesce d’aprile” per il rinnovo come MVP.
Siamo onesti: è più che giusto che sia così. Da molti (e molti) mesi la mia attività community è crollata in termini di numero di interventi e qualità dei messaggi. E un MVP – Most Valuable Professional – deve sempre tenere alto il suo award, oppure deve cedere il suo posto a tutti coloro che hanno più tempo, più potenzialità, più esperienza, più bravura nel condividere la loro esperienza.
E quindi, dopo 6 anni (o poco più un quinto di vita, se preferite) quel logo blu e bianco non sarà più sventagliato con orgoglio sul blog, sugli avatar o in calce alle mail.

Nel ultimi sei anni sono cambiate tante cose su come fare community ed è molto difficile sintetizzare tutto in un post. Se, come sempre succede, rimpiango un po’ i tempi passati (le community erano più di nicchia e – forse proprio per questo – c’era maggior senso di educazione e rispetto) è anche giusto capire come oramai i “nuovi (le virgolette sono doverose) social media danno potenzialità impossibili fino a pochi anni fa.

E quindi sembra essere venuto il momento per salutare tutti gli MVP, a partire dal sommo Lead Alessandro Teglia.
Consentitemi di non menzionare qualcuno in particolare, dai compagni di expertise presenti e passati, agli amici “di Office” e dintorni, ai numerosi sviluppatori sempre disponibili, agli architetti, ai SQL Server Gurus (a cui devo tutta la mia conoscenza sul DBMS di casa Microsoft), ai Sistemisti (nome che non mi è mai piaciuto perché, a volte, sminuisce il loro importante lavoro e la loro professionalità).

Ho ancora un paragrafo “disponibile” e voglio utilizzarlo con un proposito.
Nella mail di commiato che ho ricevuto si parla di Arrivederci. E, proprio per questo, voglio credere che questo sia un saluto temporaneo perché, sebbene sia noto che si è virtualmente MVP per sempre, possa ben presto ricevere un altro messaggio simile a quanto accadde una domenica di 6 anni fa. Lì si parlava di complimenti, di expertise Windows Shell-User e di grande professionalità e passione. Ho letto quella mail più e più volte (credo con un lacrimuccia) e ce l’ho ancora in archivio. Adesso non si parla più di Windows Shell-User ma la passione (sotto-sotto) è rimasta. Deve solo trovare un po’ di tempo e costanza per tornare ad essere proficua come prima.

Grazie a tutti!


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